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Le Degustazioni

castelfirmian

Dotata delle più moderne tecnologie enologiche, la cantina di vinificazione raccoglie e vinifica, in purezza varietale, le uve prodotte dai 1.500 viticoltori soci. La vinificazione avviene in recipienti di acciaio a temperatura controllata, costantemente seguita dal team di enologi, che ne controllano l’evoluzione fermentativa e organolettica, i rimontagli e l’invecchiamento. Recipienti in acciaio, botti, barriques e attrezzature di imbottigliamento sono estremamente curati e sempre all’insegna dell’eccellenza enologica. La sensibilità ambientale di Mezzacorona ha radici profonde. Agli inizi degli anni ’80 Mezzacorona fu il promotore del “Protocollo per una produzione viticola di qualità in Trentino” volto a regolare i sistemi di coltivazione, i nuovi impianti di vigneti, la cura del verde e tutti gli interventi per un’agricoltura sostenibile. Oggi, questo protocollo regola la produzione di uva nel 90% del territorio Trentino e, grazie a questo, ogni agricoltore di Mezzacorona segue una viticoltura di qualità e utilizza solo prodotti autorizzati, garantendo un’agricoltura rispettosa dell’ambiente (“quaderno di campagna”). Una commissione tecnica controlla che le regole del protocollo vengano rispettate e testa ogni nuova metodologia o prodotto prima della sua introduzione in campagna. La degustazione si svolgerà con la Partecipazione Straordinaria del Brand-Ambassador nonché Enologo DAVIDE SEMENZATO e il Direttore Commerciale CLAUDIO TAFURO della Cantina MEZZACORONA.

rossobastardo

Risale al XVI secolo il primo documento ufficiale che cita il nome del vitigno, che si trova nell'archivio notarile della città di Assisi. Secondo alcuni l’uva era coltivata dai frati francescani che ne ricavavano un passito destinato ai riti religiosi, da cui il nome Sagrantino. Riguardo all'origine del vitigno però, questo potrebbe anche essere il frutto di una selezione da cloni locali. Ad ogni modo, sin dalla prima metà del Trecento gli statuti comunali della zona includevano leggi e disposizioni a tutela del vino e della vite. Successivamente, dall'anno 1540, è un'ordinanza comunale a stabilire ufficialmente la data d'inizio della vendemmia a Montefalco: questa ricorrenza è perpetuata ancora oggi grazie alla Confraternita del Sagrantino, che ogni settembre raduna in piazza paesani e forestieri per la cerimonia di inaugurazione ufficiale della vendemmia e per la lettura della storica ordinanza. Altro personaggio curioso nella storia del Sagrantino di Montefalco è il cardinale Boncompagni, legato di Perugia, che nel 1622 promosse un severo inasprimento delle sanzioni per chi fosse stato colto nell'atto di tagliare una pianta d'uva: la pena massima poteva essere addirittura la forca. Ad inizio Ottocento, lo storico Serafino Calindri cita l'area intorno a Montefalco come zona di produzione di alcuni dei migliori vini dello Stato Pontificio nel suo "Saggio geografico, storico, statistico del territorio Pontificio". Nei decenni successivi, pur essendo ben riconosciuta la qualità del vino di Montefalco in tutta la regione, il vitigno rischia la scomparsa a causa di guerre e ricostruzioni. Negli anni Sessanta del Novecento, grazie all'operato di alcuni abili e lungimiranti vignaioli, il Sagrantino torna ad essere il vitigno principe dell'area di Montefalco e progressivamente di tutta la regione Umbria. Ottiene il riconoscimento della DOC nel 1979 - poi divenuta DOCG nel 1992 - e circoscrivendo un suo consorzio di tutela già dal 1981. Da qualche anno la manifestazione "Settimana Enologica" presenta in degustazione al largo pubblico le ultime annate di Montefalco Sagrantino Docg e di Montefalco Rosso Doc, grazie alla partecipazione di vari produttori. Tra coloro che hanno contribuito maggiormente alla valorizzazione del territorio, dei suoi vini e dell'enoturismo figurano soprattutto cantine come Antonelli San Marco, Adanti, Caprai, Scacciadiavoli e altri. Nell'ambito della Docg hanno investito anche importanti cantine come Lunelli, già noti per gli spumanti in Trentino, acquisendo l'azienda Tenuta Castelbuono, trasformata in un land mark nell'ambito dell'architettura applicata al mondo del vino, con l'intervento di Arnaldo Pomodoro. Sul fronte enoturistico la cantina Antonelli San Marco ha puntato oltre che all'ospitalità a una vera scuola di cucina, con lezioni in italiano, inglese, tedesco e francese sulle principali ricette umbre e del territorio.

grappeSiamo lieti di invitarvi alla prima degustazione dell'anno 2015 del CAPPUCCETTO ROSSO BISTROT. Degustazione Grappe MARZADRO con posti limitati. La Grappa, in principio chiamata “aqua vitae”, ovvero “acqua di vita”, ha origini antichissime. In Trentino da sempre in molti abbracciano l'arte della distillazione: innanzitutto per via del fatto che da grandi vini si ottengono ottime vinacce, materia prima per la distillazione; in secondo luogo perché tra queste montagne di rame e d’alambicchi se ne intendono per secolare esperienza. Qui la Grappa è simbolo della genuinità della cultura contadina. Essa si identifica con un popolo abituato a vivere in simbiosi con il ritmo delle stagioni e della luna, che lavora in armonia e nel rispetto dell'ambiente. Marzadro contribuisce al recupero di questi valori culturali e territoriali propri del Trentino, che si esplicitano nella Grappa quale prodotto tipico appartenente alla storia ancestrale della gente di montagna. Uno dei punti di forza della filosofia Marzadro è quello di aver saputo coniugare la tradizione allo stile di vita moderno. Ha affinato nel tempo le tecniche di distillazione, ma sempre in un'ottica di conservazione, infatti le vinacce vengono tutt'oggi distillate con i tradizionali alambicchi discontinui “a bagnomaria”.